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LA STRANA FINE DI EUGENE IZZI

In books, Eugene Izzi on giugno 2, 2008 at 14:38

Eugene J. Izzi, meglio noto ai suoi conoscenti come Guy Izzi, è morto nel 1996, a soli 43 anni, in circostanze quantomeno incredibili, e dopo una vita assai movimentata. Izzi, nato a Chicago nel 1953, è quasi sempre vissuto nel quartiere di Hegewisch, area tra le più malfamate della città. Suo padre era un alcolizzato cronico e vantava una fedina penale di considerevole lunghezza. Mollata la scuola da giovane, Izzi si arruola nell’esercito, riprendendo gli studi grazie alle facilitazioni educative concesse ai militari. In seguito, lasciato l’esercito, inizia a lavorare come operaio nelle acciaierie, oltre che a entrare e uscire di galera con una certa regolarità (nel 1976 fu arrestato e condannato per spaccio di eroina e cocaina). La crisi del settore dell’acciaio e la conseguente minaccia di licenziamento lo spingono a cimentarsi nella scrittura, vista anche come un mezzo per rimettere in piedi la sua esistenza. In sei anni riesce a scrivere sei romanzi senza però pubblicarne neanche uno.

Nel 1987, infine, The Take fu accettato e pubblicato. Il libro ha come protagonista l’ex-poliziotto Fabe Falletti, sospeso e condannato per corruzione. In prigione ha conosciuto Washington, un nero con il quale formerà il miglior duo di scassinatori di Chicago. Scarcerato, Fabe decide di tentare ancora un colpo: aprire la cassaforte di un medico-staffetta del traffico di droga. Bottino: un miliardo di dollari. Una bella storia di amicizia in un universo in cui i due campi opposti non hanno alcuno scrupolo morale. Un finale strabiliante.
Sulla scorta di questo primo successo Izzi intensifica il suo già pressante ritmo lavorativo, producendo un gran numero di romanzi che furono accolti con favore dalla critica e dai lettori.

Bad Guys, 1988, presenta Jimbo Marino, poliziotto infiltrato nella mafia e che si trova faccia a faccia con GiGi Parnell. Costui ha appena scontato dieci anni di prigione e pensa solo a vendicarsi di Jimbo, che l’ha fatto condannare. L’autore usa ancora il tema della vendetta in The Eight Victim, 1988, in cui il poliziotto Victor Perry cerca di neutralizzare uno psicopatico che ha violentato e ucciso una suora in chiesa. Il quarto romanzo, The Booster, 1989, è incentrato su una guerra fra gang. Vincent Martin, ex-pugile specializzato in furti d’auto, viene assoldato da un clan criminale per rapinare delle cassette di sicurezza. Come in The Take, il finale è piuttosto stravagante.

Tutti gli altri titoli descrivono il mondo della malavita con lo stesso realismo: King of the Hustlers, 1989, mette in scena «Tone» Nello, un truffatore di mezza tacca che tenta un colpo grosso; The Prime Roll, 1989, si svolge nell’universo delle sale da gioco di Chicago e nei casino di Atlantic City, dove un giocatore fortunato, Lano Branka, fa un’ottima pesca ma si trova sulla strada un allibratore affiliato alla mafia; in Invasions, 1990, Frank Vale, un asso del furto, decide di andare in pensione dopo la scarcerazione di suo fratello Jimmy, condanato a nove anni di prigione: ma ritirarsi dagli affari non è mai cosa semplice. Questo racconto mischia temi classici (amicizia, fatalità, corruzione) e temi più contemporanei (bande di neonazisti, tumulti razziali), che saranno sviluppati in alcune delle opere successive come Prowlers, 1991, e Tribal Secrets, 1992.

Ma proprio con quest’ultimo romanzo, che avrebbe dovuto rappresentare la sua definitiva consacrazione ad autore di successo, Izzi sperimenta un brusco e inaspettato calo nella considerazione dei critici. Il libro, che fu pesantemente stroncato, spinse la casa editrice a ritirare il sostegno promozionale dato all’autore. Izzi si imbarcò di conseguenza in una lunga querelle legale, che si concluse con un singolare accordo: per tenersi il congruo anticipo che gli era stato versato, l’autore accettò di non pubblicare più libri a suo nome per tre anni (nel frattempo, comunque, era già uscito Tony’s Justice, 1993).

Ma Izzi aveva già rispolverato un suo vecchio pseudonimo, «Nick Gaitano», col quale per i tre anni successivi pubblicò tre romanzi, per poi tornare al suo vero nome con Safe Harbour, 1995, Bulletin from the Street, 1995, Players, 1996 (gli ultimi due usciti solo in Gran Bretagna). I libri firmati Gaitano sono invece Special Victims, 1994, in cui Jake Phillips, giovane recluta, lascia il proscenio al poliziotto Tony Tulio alla caccia di un serial killer; Mr. X, 1995, in cui Jake scopre che il suo nuovo compagno di pattuglia, il veterano Alex «Mondo» Mondello, ha rapporti amichevoli con un perverso assassino; e Jaded, 1996, in cui la trilogia di Jake Phillips arriva alla sua conclusione.

Il terzultimo romanzo di Izzi, A Matter of Honor, 1997, è un affresco epico di oltre 500 pagine. Dopo l’assassinio di un barbone nero da parte di un poliziotto, poi di quello di una giovane di origine italiana, alcuni leader opportunisti, politici e religiosi, lanciano i loro attivisti all’assalto dei quartieri bianchi. Da parte loro, gli aderenti alla «Fraternità dei Cristiani Ariani» rispondono mettendo la città in stato d’assedio. Questa esplosione di collera, abilmente manipolata, segna l’epicentro del libro, che è tuttavia dedicato essenzialmente all’inchiesta condotta da due poliziotti, l’italiano Marshall Del Greco e il nero Ellis Turner, che cercano di mettere a nudo e sventare gli intrallazzi criminali e politici. Quest’opera dallo sbalorditivo finale è uno dei capolavori del romanzo noir contemporaneo.

Il penultimo romanzo di Izzi, The Criminalist, narra un’altra torbida inchiesta condotta da due esperti poliziotti, Dominick DiGrazia e Janice Constantine, dopo la scoperta in un vicolo di Chicago del cadavere mutilato di una giovane prostituta. Quest’opera, che fustiga i media e il loro gusto per il sensazionale, riprende il tema familiare dello scontro, nella polizia, tra «politici» e uomini d’azione. The Criminalist, che contiene eccellenti studi di carattere, illustra tutto il talento di uno scrittore scomparso troppo presto. L’ultimo romanzo, anch’esso uscito postumo, è Safe Harbor (1999).

Il 7 dicembre 1996 il corpo di Izzi venne visto penzolare, corda al collo e giubbotto antiproiettile addosso, dalla finestra dell’ufficio dello scrittore, al 14° piano di un palazzo di Chicago. La porta dell’ufficio era chiusa dall’interno. Nelle tasche di Izzi vennero rinvenuti un bel po’ di quattrini in contanti, un tirapugni d’ottone, una lattina di spray antiaggressioni, e tre floppy disk col testo di un romanzo parzialmente completato. Nell’ufficio Izzi teneva una pistola calibro .38, e la corda dalla quale penzolava il cadavere era stata legata a una gamba della scrivania. L’ufficio portava evidenti segni di colluttazione. Il romanzo contenuto nei dischetti descriveva in dettaglio una scena assolutamente identica a quella della morte di Izzi. Cosa era accaduto, in realtà? Una serie di note e documenti lasciati da Izzi nel suo ufficio ricostruiva una situazione analoga a quella raccontata nel romanzo. Izzi sosteneva di essersi infiltrato in un gruppo neonazista per raccogliere materiale, ma di essere stato scoperto e minacciato di morte. Per questo motivo aveva trasferito la famiglia, moglie e due figli, in un posto sicuro, a tutti sconosciuto, e si era asserragliato in ufficio, dal quale non si azzardava più ad uscire.

Omicidio, suicidio, incidente? Le indagini, alla fine, si chiusero su un verdetto di suicidio, accettato dalla famiglia di Izzi e dal suo avvocato, il collega scrittore Andrew Vachss, anche grazie alla testimonianza dello psicanalista che aveva in cura Izzi e che gli aveva prescritto una robusta terapia antidepressiva. In realtà il mistero della morte dello scrittore non è mai stato del tutto chiarito. Resta il fatto che la sua voce è stata, negli anni ’80, una delle più significative della narrativa gialla statunitense, quasi alla pari di quella di un Elmore Leonard, autore col quale Izzi presenta molti e significativi punti di contatto e col quale avrebbe voluto competere agli occhi di critica e pubblico.

Oggi il nome di Izzi è quasi completamente dimenticato, anche negli Stati Uniti, dove nessuno dei suoi diciotto romanzi è attualmente in catalogo. In Italia, poi, ne è stato pubbicato uno solo: «I predatori» (Prowlers, 1991)

LC

  1. Uno dei tanti di cui sentire la mancanza, avevo letto Predatori e sperato che ne arrivassero altri, di libri suoi qui in Italia… speranza finora vana…

  2. […] misteriose dopo una vita complicata, e di cui mi è già capitato di scrivere a lungo su Last of the Independents. Anche Izzi, come tanti, troppi altri, è un autore semisconosciuto in Italia, dov’è stato […]

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