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MANI IN ALTO, ELMORE!

In books, Elmore Leonard on giugno 20, 2008 at 10:30

Scontri tra popoli e civiltà, conflitti tra anarchia e ricerca dell’ordine, individuo e collettività, banditi e sceriffi, indiani e giacche blu. Mitologia e realismo, luoghi dell’anima e corpi impolverati: in una parola sola, il West secondo Elmore Leonard.

Traduzione di Luca Conti
Stile libero/Noir
pp. X-676 € 20,00

Piste polverose che solcano il deserto. Cappelli Stetson calcati sugli occhi.
E fucili a canne mozze, canyon, saloon, corral – e sceriffi, cowboy, cavalleggeri. Apache. È questo il mondo che Elmore Leonard esplorò negli anni Cinquanta, fin dal suo esordio con La pista apache: alcuni indiani ribelli e un bianco, Travisin, che per vincerli usa non tanto le armi, quanto l’intelligenza e una lealtà tale da guadagnargli il rispetto anche dei nemici. Sono così, gli eroi di Leonard. Uomini che vincono non solo perché sparano meglio, ma perché combattono con coraggio, pazienza e correttezza. Anche se non sono modelli di virtù – come Pete Given, che in Dietro le sbarre entra in prigione ubriaco e ne esce vicesceriffo dopo aver impedito un’evasione; o perfino se sono destinati a diventare dei farabutti – come Bobby Valdez, che in Buoni e cattivi non riesce a salvare un uomo da una falsa accusa e, da tutore della legge, si trasforma in bandito.
Trenta racconti scritti quasi tutti nel giro di un decennio, ambientati in Arizona e New Mexico tra il 1870 e il 1890, capaci di evocare il mito eterno della frontiera con un ritmo serratissimo e un linguaggio di forte impatto visivo. Trenta racconti che, sulla carta come al cinema, hanno plasmato il genere western.

www.einaudi.it

  1. Gentile Luca Conti,
    ho acquistato da un paio di giorni il libro, dopo un’attesa snervante di mesi. Finora ho letto il primo racconto, e mi è piaciuto molto. Non avevo mai letto nulla di Leonard, tuttavia non posso giudicarlo da un solo racconto, ma da una prima impressione credo sia parecchio bravo. Solo un appunto, non credo sia così bravo come dicono con i dialoghi (ho letto che è considerato il “miglior creatore di dialoghi”) secondo me Cormac McCarthy è, in questo campo, molto più bravo. Certo, è ancora prematura questa impressione, avendo letto un solo racconto finora, ma tuttavia ciò non pregiudica lo stile e la bravura di Leonard.
    Mi rifarò vivo non appena finito il bellissimo volume (a proposito, ottima la grafica di copertina della Einaudi, in questo senso mi piacciono molto i loro volumi, meno per quanto riguarda la qualità della carta, molto – troppo – sottile).
    Cordiali saluti,
    Mario Raciti

  2. Dimenticavo: sul DVD di “Quel treno per Yuma” (il remake del 2007) c’è l’intervista a Elmore Leonard che parla della sua esperienza come scrittore di western.

  3. Caro Raciti,
    tenga presente che i racconti western di Leonard costituiscono, in pratica, il suo esordio letterario, e il loro stile è molto diverso da quello – in gran parte basato sul dialogo – che lo renderà famoso parecchi anni dopo. Per cogliere il Leonard grande dialoghista dovrebbe affrontare qualche romanzo più recente (che so, “Hot Kid” o “Freaky Deaky” o “Mr Paradise”, per citarne solo alcuni tra quelli pubblicati in Italia negli ultimi anni). Andando avanti nella lettura dei racconti western vedrà comunque come Leonard tende a ridurre sempre più i lunghi passaggi descrittivi degli esordi a favore di trame portate avanti mediante i dialoghi tra i personaggi (come nella “Donna Apache” o nel “Ritorno dell’eroe”, che, sebbene western, sono stati scritti pochi anni fa).

  4. Gentile Luca Conti,
    farò caso a quel che lei mi dice, in realtà son molto curioso di leggere e farmi convinto della bravura di Leonard nei dialoghi (per adesso continuo a preferire quelli di McCarthy). Purtroppo dovrò aspettare un po’ perchè disgraziatamente la mia copia del volume presenta(va) vistosi strappi in alcune pagine, con relative mancanze, quindi sono in attesa di una nuova copia dalla libreria di fiducia che mi sostituisca quella danneggiata. Spero non ci siano ulteriori ritardi, ho aspettato anche troppo questo libro!!! A proposito, mi auguro naturalmente che l’Einaudi pubblichi anche i romanzi western di Leonard, dato che – a quanto leggo nei loro volumi – sono intenzionati a pubblicare l'”intera opera narrativa”.
    A presto per nuovi commenti!

    So long.

    Mario Raciti

  5. Caro Luca Conti,
    ho da qualche giorno finito il librone di Leonard. Devo dire che mi ha entusiasmato molto, e finora nel genere ci son riusciti solo McCarthy col suo “Meridiano di sangue” e Trevanian con “Incidente a Twenty-Mile”. Tuttavia rimango del mio parere circa i dialoghi: non mi son sembrati “i migliori” – ma preciso che di Leonard finora ho letto solo questa raccolta. Ripeto anche che preferisco di gran lunga quelli di McCarthy. Certo, la differenza tra i primi racconti e gli ultimi è notevole (dialoghi più accentuati negli ultimi racconti, a discapito delle descrizioni) ma secondo me non raggiunge la perfezione. Sul resto non mi pronuncio perchè mi è piaciuto proprio tutto, dalle ambientazioni ai personaggi, alle piccole cose come le armi e gli edifici descritti. Belle certe descrizioni psicologiche e alcuni personaggi ti rimangono in mente (come quelli di “Stivali d’ordinanza” e “I tre banditi”). Un racconto in particolare che mi è piaciuto di più è stato “Il baro”, ma agli altri non si può proprio togliere nulla, a cominciare da “Quel treno per Yuma” e tanti altri!

  6. Caro Luca,
    vorrei porti una domanda circa la trasposizione cinematografica de “Il Corvo” aka “Killshot” di Leonard.
    Sono diversi anni che il titolo viene annunciato come imminente dalla Weinstein Company ma, per una serie di ragioni a me oscure viene continuamente rimandato.
    Ora, pare che la casa di produzione, galvanizzata dall’ottima prova di Rourke in “The Westler” sembra decisa a far uscire tale titolo nelle sale il 7 Novembre.
    Hai per caso notizie in merito?
    Ti ringrazio anticipatamente.
    PS: Oltre all’edizione Interno giallo, per quale altro editore venne pubblicato “Il corvo”?.

  7. Caro Dario,

    la storia di Killshot è davvero assurda, e lo stesso Leonard – per usare un eufemismo – è incazzato come una iena, anche perché la casa produttrice non si è mai degnata di fargli sapere notizie definitive sulla sorte del film (che a un certo punto sembrava dovesse uscire, addirittura, direttamente in DVD).

    Ho letto anch’io che il film dovrebbe uscire il 7 novembre negli USA, ma a quanto pare niente è ancora definito al 100%. Tra l’altro con Einaudi avevamo in ballo la ristampa del libro già un anno e mezzo fa, quando il film sembrava in dirittura d’arrivo, poi ovviamente si è fermato tutto.

    Per quanto riguarda la traduzione italiana del Corvo, dopo la prima edizione per Interno Giallo il libro è stato ristampato nel 1994 da Mondadori.

    Ciao, a presto
    LC

  8. Ti ringrazio, per la solerte ed esaustiva risposta.
    Dario

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