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RECENSORE, SENZA SAPERLO

In books, Daniel Woodrell, William Faulkner on luglio 18, 2008 at 08:17

Tra i tanti mestieri che ho fatto negli ultimi anni, questo ancora mi mancava: il recensore ignaro.

Mi spiego. Vi è mai capitato di leggere qualcosa e pensare “ma io questa l’ho già sentita”?

Oggi, sul Venerdì di Repubblica, a pagina 94, si parla di Uno strano destino, splendido romanzo del magico Daniel Woodrell di prossima uscita in Italia per Fanucci. L’autore dell’articolo esordisce così:

“C’è una linea retta che dal William Faulkner più noir conduce a James Lee Burke e da Flannery O’Connor porta a Joe Lansdale, e comprende autori di generazioni, formazione diverse come Cormac McCarthy e Jim Thompson: tutti, chi più chi meno, intenti a perfezionare la grande tradizione del Gotico americano”.

Bella, eh?

E questa è la conclusione del mio Faulkner e il giallo, una cosa che avevo scritto qualche anno fa e che i visitatori di questo sito hanno potuto leggere il 3 giugno scorso:

“Ecco quindi la linea retta che da William Faulkner conduce a James Lee Burke, e che da Flannery O’Connor porta a Joe Lansdale, e che comprende, tra gli altri, autori di generazioni, formazione ed esperienze diverse come Daniel Woodrell, Cormac McCarthy, Charles Willeford e Jim Thompson: tutti, chi più chi meno, intenti a perfezionare la grande tradizione del Gotico Americano.”

Che dire? Intanto, mi spiace che abbiano omesso il povero Willeford, il mio scrittore preferito.

Poi non resta che citare la battuta preferita di Sid Hudgins, il giornalista ficcanaso di Hush-Hush nei romanzi di Ellroy: “Ricordatelo, comunque: ve lo abbiamo detto noi per la prima volta: garantito, di prima mano, e in via molto, molto confidenziale” (James Ellroy, White Jazz, 1992; traduzione di Carlo Oliva).

Comunque sia, il Venerdì di Repubblica mi deve almeno una birra.

(già che ci siamo, non è vero, come scrive il suddetto recensore, che Cavalcando col Diavolo – il film di Ang Lee – è stato tratto dal romanzo di Woodrell Il bel cavaliere se n’è andato, in originale The Death of Sweet Mister. Proviene invece da Woe to Live On, uscito in Italia nel 2000 per Le Vespe, piccolo editore di Pescara).

LC

  1. ciao, anche io son passato diverse volte, a parer mio è un blog molto interessante, complimenti. vorrei un consiglio. ho letto che charles willeford e’ il tuo autore preferito, e che io non conosco. per darti qualche riferimento ti dico che io amo molto james lee burke e james sallis. da dove mi consigli di partire con willeford?
    ho visto che hai tradotto anche “la strada per memphis” di sallis che lo danno in uscita l’1/7/2008, del quale pero’ non sono riuscito a trovar traccia in libreria. ti risulta ci siano problemi a riguardo?
    grazie in anticipo e a presto.

  2. Ciao Stefano

    per Willeford puoi partire con Miami Blues e continuare con gli altri tre romanzi in cui appare Hoke Moseley, ovvero Tempi d’oro per i morti, Tiro Mancino (che è il più bello, e non perché l’ho tradotto io) e Come si muore oggi. Ma tutto quel che trovi di Willeford vale assolutamente la pena.

    Per quanto riguarda Sallis, mi dicono dall’editore che l’uscita della Strada per Memphis è slittata ai primi di settembre, al ritorno dalle ferie (per chi le fa).

    ciao, LC

  3. molte grazie e a presto.

    ciao
    stefano

  4. Grazie, l’info su Sallis serviva anche a me🙂

  5. Gran blog.
    Simpatico, il Serino.
    Simpatico.

  6. Blog scoperto oggi me ne sto innamorando e ti invidio da morire la capacità che hai di tradurre veramente complimenti a presto

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