lconti

DARK WAS THE NIGHT, COLD WAS THE GROUND

In books, James Crumley, James Sallis on dicembre 9, 2008 at 22:05

blindwilliejohnsonInsomma stasera a Milano fa freddo minaccia di nevicare io sono allo stesso tempo a casa ma lontano da casa e dovrei andare avanti col libro che sto traducendo ma non ne ho voglia mentre mi piacerebbe farmi una bevuta con James Crumley sentirlo raccontare qualche storia incredibile di quelle che capitavano solo a lui.

Il titolo di questo post è rubato al brano del 1927 di Blind Willie Johnson: forse, come dice James Sallis, il capolavoro immortale della musica americana.

Quello che segue è un vecchio pezzo di Carlo Lucarelli sull’ Ultimo vero bacio, apparso nel 2004 sul Venerdì di Repubblica.

Ci sono romanzi che quando escono cambiano tutto. Non credo che gli scrittori lo sappiano mentre li scrivono, loro ci lavorano, seguono un’idea che hanno in testa, questa idea diventa un’ossessione, si fa scrivere una parola dopo l’altra, si costruisce riga su riga, incarna personaggi e luoghi, diventa azioni, sviluppa situazioni e poi a un certo punto finisce. Lo scrittore, di solito completamente svuotato da una fatica che può anche essere durata anni, ricomincia a respirare, soddisfatto. Il romanzo, invece, diventa una pietra miliare nel suo genere e le cose, dopo, per gli altri scrittori e gli altri romanzi, non saranno più le stesse.

E’ la storia dell’Ultimo vero bacio, di James Crumley, un noir (uscito nel ’78), un hard boiled, che viene dopo Il grande sonno di Raymond Chandler, che l’hard boiled ha contribuito a fondare, e come Il grande sonno rompe le regole, le trasforma e diffonde nuove suggestioni che alla fine cambiano il genere, tanto che come Crumley dice di essere “figlio illegittimo di Raymond Chandler”, ci sono molti scrittori che possono dire di essere figli illegittimi di James Crumley.

Ma dire di un romanzo che è un classico è come dire a una persona che è il decano di qualcosa: ti fa sentire ingiustamente vecchio e fuori moda. E questa è l’ultima cosa che si può dire di L’ultimo vero bacio, che è un romanzo straordinario, di una potenza narrativa fortissima e che fa quello che ci si aspetta da ogni bellissimo noir: ti tiene attaccato fino all’ultima pagina appassionandoti fino alla disperazione alle storie dei suoi personaggi.

Il primo è il protagonista, C.W. Sughrue, detective privato. Le prime righe del libro ce lo mostrano seduto in un bar piuttosto malandato di un paesino della California, e fin da quel momento io me lo sono immaginato esattamente come James Crumley quando l’ho visto per la prima volta: un omone con una pancia esagerata e un paio di baffoni enormi, appollaiato su uno sgabello col gomito agganciato al bancone di un bar, a spiegare ridendo a un giornalista che stava scrivendo romanzi noir sul traffico di droga col Messico per dimostrare che il principale spacciatore era proprio la DEA, l’antidroga degli Stati Uniti.

Non importa se Sughrue poi è diverso, c’è moltissimo di tutto questo in lui, un uomo disincantato ma ancora molto ironico, una solida roccia che ne ha viste un sacco e ha macinato migliaia di chilometri in auto per tutti gli Stati Uniti, a scrivere Crumley, a dare la caccia a mariti insolventi Sughrue. Che fa esattamente questo nel primo capitolo del libro, rintraccia uno strano tipo di poeta ubriacone, e lo fa seguendo le tracce di un bulldog alcolizzato, un bulldog, nel senso proprio di un cane. Lo trova, se ne lascia impietosire, si fa coinvolgere in una rissa, il suo ricercato finisce con un proiettile nel sedere e Sughrue non dovrebbe fare altro che aspettare che esca dall’ospedale per caricarlo in macchina e riportarlo alla moglie.

Ma come in tutti i grandi noir, per giunta hard boiled, quando la storia sembra essersi risolta ecco il colpo del destino che ti mette tra le gambe un’altra cosa, un’altra storia, che ti porterà da tutta altra parte. Rose, per esempio, la barista della bettola, che ha una figlia scomparsa.

La ragazza si chiama Betty Sue e aveva diciassette anni quando è andata a San Francisco con il suo ragazzo, è scesa dalla macchina a un semaforo ed è scomparsa, cosi dice lui. E tutto questo è avvenuto dieci anni e mezzo prima. E per l’ingaggio non c’è altro che ottantasette dollari. Chiunque, qualunque vero investigatore privato, se ne sarebbe andato in maniera più o meno gentile, ma non il personaggio di un romanzo come questo, non Philip Marlowe e neppure C.W. Sughrue.

La storia lo porta in giro per migliaia di chilometri lungo un gran pezzo degli Stati Uniti, a macinare strade che si arrampicano sulle montagne o tagliano piatte praterie, come in un film western o in un on the road della migliore tradizione. C.W. Sughrue ne ha viste tante, ma ne vedrà ancora di peggio, ma non si possono dire, perché bisogna scoprirle una per una con la lettura, e poi c’è un colpo di scena finale che sarebbe davvero un delitto rovinare con una parola di troppo.

Come dice Luca Conti nella bella postfazione che chiude il romanzo, questa è una storia morale senza morale, come lo sono i personaggi del romanzo e come forse lo è anche Crumley. Il vecchio Raymond Chandler diceva che davanti al criminale deve camminare un uomo che un criminale non è. Un cavaliere senza macchia e senza paura, e infatti le macchie del suo Marlowe, alla fine, erano abbastanza stinte: bere un po’ troppo, essere un po’ cinico ma non molto, lasciarsi scappare battute irriverenti e poco altro.

Il noir più moderno, da L’Ultimo vero bacio di Crumley su fino ai romanzi di Ellroy e degli altri scrittori “cattivi” come lui e anche di più, ha cominciato a non lavarle più quelle macchie, tanto che a volte, nella storia, non si distingue più chi agisce male da chi agisce peggio. Quello che ci fa amare un personaggio, quello che ci fa appassionare a lui, è il suo grado di ossessione e di disperazione, non la sua purezza morale. Quell’attaccarsi a vecchie regole per non affondare, oppure quel continuare a fare una cosa anche se tutto ti dice di mollare perché forse, dopo, non sapresti più che altro fare. C.W. Sughrue che continua a macinare chilometri cercando Betty Sue, anche se non sa più veramente perché la sta cercando.

E’ bello L’Ultimo vero bacio, è un classico, è una pietra miliare, è forse il libro più riuscito di James Crumley ed è un gran bel romanzo. C’è un’altra affermazione di Luca Conti che mi sento di prendere a prestito, perché l’avrei detta io se non l’avesse scritta lui, una cosa che si può dire di molti romanzi come questo, al di là di tutte le stupide e riduttive etichette di genere. Questo non è soltanto «il capolavoro assoluto della narrativa hard boiled, ma uno dei romanzi più importanti, e soprattutto più belli, della narrativa americana tout court della seconda metà del Novecento».

  1. Nostalgia di J.C.?

    Qua piove ininterrottamente da ore. E adesso devo alzarmi e andare in ufficio.

    Buona giornata,
    A.

  2. Quello di Blind Willie Johnson è davvero un pezzo splendido: uno di quelli più grandi della vita.

    tic

  3. “e dovrei andare avanti col libro che sto traducendo ma non ne ho voglia ”

    Stavo guardando le tue traduzioni uscite nel 2007 e 2008 e mi verrebbe da chiederti quanto tempo impieghi per tradurre un libro.
    Il ritmo sembra quasi di uno al mese.
    Riesci a lavorare a più progetti contemporaneamente, oppure cerchi di frazionarli nel tempo?

    Ciao
    m.

  4. E ho il sospetto che nel 2009 la situazione non cambierà, anzi…

    Ormai, in effetti, viaggio al ritmo di un libro ogni mese e mezzo, salvo inconvenienti (che sono sempre in agguato). Tradurne più di uno in contemporanea è una faticaccia ingrata. Mi è capitato di fare anche questo, ma ho scoperto che – tutto sommato – non ne vale la pena.

    Ciao, a presto
    luca

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: