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SWAG

In books, Elmore Leonard on maggio 24, 2009 at 11:02

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Uno dei pochi romanzi di Leonard ancora inediti in Italia, Swag è anche tra i suoi migliori in assoluto. Era anche uno dei pochi che non avevo mai letto (assieme al suo seguito, Stick), ma ho rimediato nelle scorse settimane. Non sapevo proprio cosa mi stavo perdendo.

Si tratta del più evidente punto di contatto tra Leonard e Charles Willeford, in particolare il Willeford di Tiro mancino (che, nella sua forma attuale, è apparso solo nel 1987, anche se la parte dedicata alle gesta di Stanley Sinkiewicz era già uscita nel 1962 come No Experience Necessary, mentre Swag è del 1976). Sarà per questo che mi è piaciuto così tanto. E ne verrebbe fuori un grande film.

Non vedo l’ora di tradurlo, anche se non potrà apparire in libreria prima del 2011, visto che con Einaudi abbiamo già deciso i Leonard per il 2009 e il 2010 (quest’anno tocca a Killshot – che arriva in libreria a giugno – e a Up in Honey’s Room, ovvero il seguito di Hot Kid, che uscirà in autunno; i titoli del 2010 ve li svelerò tra qualche mese).

  1. Caro Luca,
    fa sempre piacere scoprire che c’è un pratico Leonard in uscita, molto meglio di una confezione di antidepressivi. Ma poichè Leonard vende benotto non capisco l’ineffabile parsimonia nella pubblicazione, parsimonia che non riguarda Lansdale di cui, al di là del nuovo formidabile Hap & Leonard, si aspetta una scoppiettante lista della spesa (che da balengo quale sono acquisterei senza troppi scrupoli).
    Noto anche una leggera sfumatura di sadico piacere nel lesinare i tuoi prossimi lavori Leonardiani. Non sarà Road dogs il misterioso titolo per il 2010? (“Hiss” disse il subdolo serpente)
    Buon lavoro & saluti.
    bert

  2. Leonard vende benino, sì, ma ovviamente non quanto Lansdale. Per spingere Einaudi a pubblicare tre Leonard l’anno bisognerebbe che vendesse un po’ di più, ma sinceramente non la vedo facile (fosse per il suo agente, invece, dovrebbero uscirne quattro o cinque…).

    Il problema è anche che il buon vecchio Elmore ha 84 anni ma scrive ancora come un forsennato (negli USA è appena uscito Road Dogs, e lui sta quasi per consegnare un nuovo libro, che pare si intitolerà Djibouti).

    Quindi, per ora, la politica einaudiana è quella di pubblicare ogni anno il libro nuovo più un titolo del vecchio catalogo. Difatti, uno dei titoli del 2010 è proprio Road Dogs. L’altro è un titolo meno recente, ma non sono ancora autorizzato a dire quale.

    ciao, a presto
    luca

  3. Considera anche che il Leonard del 2008, ovvero Tutti i racconti western, valeva in pratica per due (è un tomo di 700 pagine) ed è un libro sul quale l’editore ha rischiato grosso, perché immagino tu sappia che il semplice nominare il western, in una casa editrice italiana, fa rizzare i capelli in testa a tutti. E’ stata una scommessa, e per fortuna è andata oltre ogni aspettativa.

    Poi c’è anche il fatto che dallo scorso anno Leonard lo traduco solo io, perché Wu Ming 1 è passato a Walter Mosley, e cercare di farlo nel migliore dei modi è un’autentica faticaccia.

    Sono molto contento di com’è venuto Killshot, che è un romanzo rognosissimo da rendere bene in italiano. Credo che ci sia una notevole differenza con la vecchia edizione, senza nulla togliere al lavoro di chi mi ha preceduto.

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