lconti

ELMORE SPEAKS

In books, Elmore Leonard, traduzione on giugno 23, 2009 at 13:55

“The next time the members of the Swedish Academy think about giving the Nobel Prize for literature to an American, they should take a look to Elmore Leonard”

Philadelphia Enquirer

leonard_interview

Una lunga e molto interessante intervista rilasciata il mese scorso da Elmore Leonard a James Mustich, in occasione dell’uscita di Road Dogs, la cui traduzione italiana è prevista per il 2010 (ci sono ben 4 romanzi di Leonard in arrivo, nelle librerie italiane, e tutti tradotti dal vostro affezionatissimo: tra poco, credo un paio di settimane, tocca a Killshot, poi – entro l’anno – sarà la volta di Up in Honey’s Room).

Ecco un piccolo estratto, in cui Leonard parla del romanzo che sta scrivendo in queste settimane, Djibouti:

JM: How far along are you in the next novel, the one about the pirates?

EL: Page 138 — a little bit more than a third of the way through. I’m going to call it Djibouti, because I love the sound of that word. People say, “What’s Djibouti?” Or if they know it’s a city, “Where is it?” In the first 138 pages, I’ve probably got the word Djibouti 20 times. And the woman in the book who’s making the documentary, Dara, she’s going to call her documentary Djibouti, too. She says, “I don’t care if there’s no connection. I just love the word, and I’m going to call it Djibouti.” [LAUGHS]

  1. Grande Luca! Ho già l’acquolina in bocca.
    Certo che il grande Dutch a 84 anni suonati ne ha ancora da dire, anzi invecchia come un buon vino. Io ho avuto il privilegio di stringergli la mano a Mantova l’8 settembre 2007 e conservo il bellissimo ricordo di un personaggio davvero speciale.
    P.S. Quale è il quarto? (Killshot, Up in Honey’s room, Road Dogs e….)

  2. Credo Out of Sight (anche perché è il primo romanzo con Jack Foley, che ritorna nel nuovo Road Dogs), a meno di cambi di programma (che non dipendono da me).

    La prossima settimana, se riesco a trovare il tempo di finirlo, dovrebbe uscire un mio lungo “Speciale Elmore Leonard” sul sito di Einaudi.

  3. Aspetto con curiosità lo speciale. “Fuori dal gioco” ce l’ho nell’edizione rilegata Baldini&Castoldi con la traduzione di A.Biavasco e V.Guani, peraltro secondo me una delle migliori tra le tante “voci” che si sono cimentate con Leonard nel corso degli anni. Correggimi se sbaglio ma ho contato finora 16 traduttori diversi, e credo di possedere tutto ciò che è uscito in Italia del maestro (tranne purtroppo Arriva Valdez nella vecchia edizione Longanesi, ma prima o poi…). Comunque, a mio parere, nessuno come te e Wu Ming1 è riuscito a trovare quel “sound” che ha reso unico questo autore nel mondo. Complimenti e ancora complimenti!! (Se ripenso alle prime traduzioni di T.Dobner mi vengono ancora i brividi…e non di paura).

  4. Killshot porca miseria non vedo l’ora così come non vedo l’ora di vedermi il film con quel vecchio demonio di Mickey Rourke

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