lconti

Archive for ottobre 2009|Monthly archive page

CITY HALL

In books, Robert Rotenberg on ottobre 19, 2009 at 16:28

rotenberg

Un genere che non avevo mai affrontato, come traduttore, era il cosiddetto legal thriller.

Con il romanzo d’esordio dell’avvocato canadese Robert Rotenberg – che vedete ritratto qua sopra – ho colmato anche questa lacuna. Il libro si intitola City Hall ed è uscito per Giano/Neri Pozza pochi giorni fa.

Diciamo che, per quanto l’aspetto processuale della vicenda sia al centro del romanzo, la trama è assai più sfaccettata e, per certi versi, può ricordare un police procedural di stampo classico. Rotenberg riesce con abilità ad alternare i punti di vista della polizia (che svolge le indagini sul misterioso omicidio della moglie di un celebre giornalista radiofonico di Toronto), della pubblica accusa e della difesa, per arrivare a una conclusione brillante e, per certi versi, sorprendente.

2811551 Il romanzo, che ha ottenuto un notevole successo in Canada e in Gran Bretagna, è il primo di una serie. Il secondo, che Rotenberg sta terminando proprio in questi giorni, si svolgerà in larga parte in Italia, a Gubbio. Rotenberg ha una buona conoscenza del nostro Paese per averlo visitato più volte qualche anno fa, ovvero quando il suo vecchio amico Douglas Preston (si conoscono dai tempi dell’università) abitava a Firenze. E proprio a casa di Preston ci eravamo conosciuti, senza sapere che, in seguito, le nostre strade si sarebbero incrociate di nuovo…

Un doveroso ringraziamento va all’efficace e decisiva collaborazione della mia socia Luisa Piussi.

Questo il sito dell’autore.

E qui, se ne avete voglia, potete leggere il primo capitolo.

Annunci

STUART KAMINSKY (1934-2009)

In books, Stuart Kaminsky on ottobre 11, 2009 at 09:48

ELMORE E GLI ANNI '40

In books, Elmore Leonard, jazz & noir, my books, traduzione on ottobre 6, 2009 at 17:09

Questa è la copertina originale del romanzo di Elmore Leonard che ho tradotto da non molto e che uscirà in Italia a novembre, non so ancora con quale titolo. E’ il seguito di Hot Kid, ambientato però diversi anni dopo, ovvero negli anni Quaranta, in piena guerra, ed è una sorta di commedia nera dal tratto ferocemente grottesco e dalla chiara impostazione teatrale. Anzi, in certi tratti si getta nella farsa bella e buona, con porte che si aprono e si chiudono, mariti in soggiorno e amanti nascosti in camera da letto, truffatori che fanno ubriacare Bertolt Brecht per rubargli il manoscritto del Cerchio di gesso del Caucaso, killer ucraini travestiti da donna, ufficiali nazisti appassionati di rodeo, false contesse polacche, insomma tutto il campionario della pochade.

C’è anche un bel po’ di musica, e a un certo punto appare anche Count Basie col suo berrettino da skipper. D’altra parte Leonard è un grande appassionato di jazz e rock, e proprio per questo riporto di seguito un estratto da una vecchia intervista rilasciata da Elmore ai tempi di Be Cool.

LEONARD: Quando scrivevo Be Cool mi ero messo a guardare un bel po’ di MTV e VH1. Mi incuriosivano soprattutto Alanis Morissette, Gwen Stefani dei No Doubt e Shirley Manson dei Garbage, così mi sono procurato riviste come Interview, Vibe e Rolling Stone e ho letto un sacco di articoli su di loro. Mi è sempre interessata la musica pop, fin dagli anni Trenta, quandero bambino e la mia passione era Mildred Bailey.

Quindi è sempre stato un appassionato di musica?

LEONARD: Ai tempi del liceo, negli anni Quaranta, me ne andavo al Paradise Theater di Detroit a sentire Count Basie, Earl “Fatha” Hines, Jimmy Lunceford e lorchestra di Andy Kirk con Mary Lou Williams al pianoforte.

Ho combattuto in Marina nella seconda guerra mondiale. Nel gennaio del 1946, di rientro dal Pacifico, siamo sbarcati a Treasure Island, nella baia di San Francisco, e io sono filato dritto a Oakland, dove quella sera si esibiva lorchestra di Stan Kenton. Ricordo ancora di essermi piazzato sotto il palco a guardare June Christy che cantava Buzz Me Baby. Un’altra delle mie cantanti preferite era Anita ODay, soprattutto in Let Me Off Uptown con Roy Eldridge. Ma in assoluto la mia passione è Count Basie.

Come vede la musica pop di oggi, rispetto a quella della sua giovinezza?

LEONARD: Me ne piace parecchia, ma non mi ispira allo stesso livello del jazz. Ricordo ancora che vedere Dizzy Gillespie dal vivo mi faceva venire la voglia di tornare a casa e mettermi a scrivere. Molti lettori hanno fatto notare linfluenza del jazz nel mio stile. Quando scrivo non ascolto musica, ma credo che in sottofondo potrei mettere il Modern Jazz Quartet o Ahmad Jamal. Di sicuro il Take Five di Dave Brubeck.

Le è rimasto difficile apprezzare il rock?

LEONARD: No, perché non ho mai avuto bisogno dellispirazione per apprezzarne lenergia,  la potenza che ti viene dritta addosso. Però il mio feeling è assai più legato al jazz: un sound ben strutturato sul quale produrre variazioni improvvisate, capace di mettere in luce la personalità dellartista.

PISA BOOK FESTIVAL

In books, my books, traduzione on ottobre 1, 2009 at 19:41

Sabato 10 ottobre alle 12, nell’ambito del Pisa Book Festival, il sottoscritto sarà impegnato in una tavola rotonda sulla traduzione della narrativa di genere, dal titolo Tutte le lingue del giallo, in compagnia di editori ed editor come Ena Marchi (Adelphi), Claudia Tarolo (Marcos y Marcos) e Marco Vicentini (Meridiano Zero).