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STUART KAMINSKY (1934-2009)

In books, Stuart Kaminsky on ottobre 11, 2009 at 09:48

  1. Amara notizia. Grandissimo scrittore.

  2. Mi associo.

  3. Uno dei pochissimi se non il solo tra i contemporanei autori hard-boiled della scuola classica americana, per cui verso con tristezza una lagrima. Indimenticabili i suoi romanzi in cui misteri, melanconia e il richiamo al grande cinema e ai grandi attori del passato (John Wayne, Errol Flynn, Mae West, Clark Gable etc..) trovavano fusione perfetta, in una tensione narrativa e con uno stile ai massimi livelli. Manierismo, ma di grandissima qualità. Un altro che se ne va.

  4. Ho lasciato decantare l’amara notizia. Ho superato ormai i cinquant’anni e tante ne ho viste.
    Ricordo quando televisione significava un solo canale e poi due canali; ed io giovane cinefilo attendevo con ansia i cicli di film del lunedì sul primo canale e poi del martedì sul secondo canale.
    E nelle librerie cominciavano a comparire i primi libri di argomento cinematografico.
    Hollywood, Bogart Hawks Chandler il noir, John Ford e il western, Wilder Lemmon Matthau, e tante altre emozioni. Poi nel 1982 trovo nelle edicole “Giocarsi la pelle” e a seguire molti altri romanzi di Toby Peters con tutto un mondo di sogni, riferimenti, citazioni e complicità tra autore e lettore, in una sorta di camera look di Hardyana memoria.
    Ecco, memorabile è il personaggio di Toby che con passione rivela l’amore per il cinema dell’ottimo critico cinematografico Kaminsky. Le altre serie, compresa l’ultima edita da Alacran, sono mirabile esempio di un hard boiled di grande spessore e mestiere, ma non hanno quella scintilla che accende il fuoco dei miei ricordi.

  5. Oddio!!! Ma davvero?? Lo sto appena scoprendo!! Che tristezza!
    E pensare che proprio stamattina avevo tra le mani “Omissione di soccorso”. Era uno dei miei autori contemporanei preferiti…

  6. Temo ci sia una sorta di maledizione: quest’estate avevo letto lo splendido Non fate arrabiare i vampiri; entusiasta della scoperta di questo autore (mi aveva incuriosito il fatto che da più parti venisse accostato a Westlake, come rappresentante del cosiddetto giallo umoristico), avevo arraffato su una bancarella una decina di suoi vecchi gialli. E ora ci lascia anche lui.
    Che peccato.

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