lconti

Archive for the ‘John Harvey’ Category

IN A TRUE LIGHT

In books, John Harvey on dicembre 30, 2009 at 23:02

L’attacco di In a True Light è, in apparenza, simile a quello di tante, forse troppe opere letterarie e cinematografiche, da Edgar Wallace a The Blues Brothers: un uomo che esce di galera. Eppure Sloane, il protagonista del romanzo, non è un criminale comune, bensì un artista del pennello: pittore di una certa notorietà ma di scarso successo che, al definitivo naufragio della sua carriera, si è ridotto a lavorare per conto di un losco mercante d’arte per il quale produceva falsi di opere ottocentesche di secondo piano.

Il quasi sessantenne Sloane ha le tasche vuote e, per non aver voluto rivelare alla polizia il nome del suo datore di lavoro, si è fatto due anni dietro le sbarre. Nel suo vecchio studio, razziato da chissà quale banda di vandali, scopre una lettera inviatagli in sua assenza da Jane Graham, celeberrima scultrice che nel Greenwich Village degli anni Cinquanta era stata la sua amante e che adesso, malata di leucemia, vive in Italia, in un paesino della Garfagnana.

In Toscana, accanto al letto di morte della sua vecchia fiamma, Sloane apprende un segreto destinato a cambiargli per sempre la vita: una rivelazione che lo spinge a tornare negli Stati Uniti a caccia di una misteriosa cantante di jazz che potrebbe essere sua figlia, sfuggendo alla sorveglianza dei poliziotti inglesi che ancora sperano di cavargli di bocca la verità su quel vecchio traffico di quadri falsi.

Discrezione vuole che da qui in avanti si taccia sul resto della trama. Al potenziale lettore di questo singolare e fascinoso romanzo basti per il momento sapere che John Harvey, veterano del poliziesco e di tante altre declinazioni della narrativa di genere – dal western alla fantascienza – raggiunge qui uno dei risultati più alti di una già solidissima carriera, abbandonando per lo spazio di un libro i personaggi seriali che gli hanno fruttato notorietà internazionale, dall’ispettore Charlie Resnick (protagonista di un ciclo, dapprima concluso e poi ripreso, di ben undici romanzi e svariati racconti) alla nuova creatura Frank Elder, fin qui apparso in tre romanzi (tutti usciti in Italia).

In realtà Sloane non è del tutto nuovo agli affezionati lettori di Harvey, e la sua vecchia attività di falsario ha una piccola parte nel penultimo romanzo del ciclo di Resnick, Still Water: è un personaggio sul quale lo stesso Harvey, con sottile effetto straniante, ha dichiarato «di voler sapere di più». E gli ingredienti di In a True Light sono quelli della classica ricetta del noir, che più giusti non si può: «strade pericolose e sogni infranti,» come fa notare Publishers Weekly, «jazz e locali saturi di fumo, gente che beve solitaria in bar d’infimo ordine: un mondo in cui la violenza è insensata, brutale e inevitabile».

Quello che Harvey sa offrire, da grande appassionato di jazz, è un romanzo che ha in apparenza la sonorità e il fascino dell’improvvisazione, ma che nasconde in realtà una struttura ben solida e una robusta, inconsueta visione morale: elementi che hanno spinto un suo cinico e disilluso collega come Elmore Leonard a paragonarne la capacità evocativa a quella – e non è paragone da poco – di un Graham Greene.

Annunci

JOHN HARVEY: LADRI A NOTTINGHAM (2)

In books, John Harvey on maggio 29, 2009 at 21:48

1

Può darsi, come si dice da qualche tempo, che il giallo e il noir, in Italia, «tirino». Beh, sì, può darsi. Ma, davanti alle tonnellate di recensioni dell’ennesimo poliziesco scandinavo – genere del quale, ormai, nessun editore nostrano può permettersi di fare senza, come si evince dal disperato svuotamento anche dei fondi di magazzino e dalla pubblicazione di mattoni che ci mettono minimo seicento pagine a dire cose che potevano benissimo essere compresse in trecento – o dell’ennesimo polpettone con serial killer (nostrano o d’importazione), ci sono un sacco di romanzi di alta qualità che finiscono per essere trascurati dalla stampa e, di conseguenza, dal pubblico.

Ladri a Nottingham ne è un esempio. Certo, non ha nessuna delle caratteristiche che vanno oggi per la maggiore. Pensate un po’, un giallo senza neanche un morto! Eppure è un eccellente crime novel, un libro con personaggi fuori del comune e caratterizzati in maniera indimenticabile. Se vi piace Elmore Leonard, provate anche questo romanzo. Potreste rimanere piacevolmente sorpresi.

E C'È CHI SI LAMENTA…

In books, John Harvey, Kazuo Ishiguro on aprile 30, 2009 at 23:28

far-cry-high-resjpg

Questa, in anteprima, è la copertina del nuovo romanzo di John Harvey, che uscirà in UK l’8 maggio. A settant’anni appena compiuti, Harvey mantiene un ritmo invidiabile (un romanzo l’anno, certe volte due). Eppure…

Scriveva Kazuo Ishiguro, sul Guardian del 27 aprile scorso:

“There comes a point when you can count the number of books you’re going to write before you die. And you think, God, there’s only four left.”

E commenta Harvey, dal cui blog ho tratto quest’annotazione:

“It took me several times of reading before I realised there wasn’t a “thank” before the word “God”.

JOHN HARVEY: LADRI A NOTTINGHAM

In books, John Harvey on marzo 25, 2009 at 12:06

1

Appena uscito, ecco il secondo romanzo (titolo originale, Rough Treatment) della serie di Charlie Resnick.

Traduzione di Luca Conti.

JOHN HARVEY

In books, John Harvey on gennaio 1, 2009 at 22:40

in-a-true-light

La mia traduzione del secondo degli undici romanzi che John Harvey ha dedicato a Charlie Resnick, Rough Treatment (Ladri a Nottingham), uscirà a breve per Giano/Neri Pozza. Ne riparleremo a breve, anche perché si tratta di un libro molto particolare. Adesso. però, vorrei dire qualche parola su uno dei più bei romanzi di Harvey, tuttora – ma spero non per molto – inedito in Italia, e che si inserisce tra l’apparente conclusione del ciclo di Resnick (inaugurato con Lonely Hearts/Cuori Solitari) e il primo volume del ciclo di Frank Elder.

L’attacco di In a True Light (uscito in Gran Bretagna nel 2001) è, in apparenza, simile a quello di tante, forse troppe opere letterarie e cinematografiche, da Edgar Wallace a The Blues Brothers: un uomo che esce di galera. Eppure Sloane, il protagonista del romanzo, non è un criminale comune, bensì un artista del pennello: pittore di una certa notorietà ma di scarso successo che, al definitivo naufragio della sua carriera, si è ridotto a lavorare per conto di un losco mercante d’arte per il quale produceva falsi di opere ottocentesche di secondo piano.

Il quasi sessantenne Sloane ha le tasche vuote e, per non aver voluto rivelare alla polizia il nome del suo datore di lavoro, si è fatto due anni dietro le sbarre. Nel suo vecchio studio, razziato da chissà quale banda di vandali, scopre una lettera inviatagli in sua assenza da Jane Graham, famosa scultrice che nel Greenwich Village degli anni Cinquanta era stata la sua amante e che adesso, malata di leucemia, vive in Italia, in un paesino della Garfagnana.

In Toscana, accanto al letto di morte della sua vecchia fiamma, Sloane apprende un segreto destinato a cambiargli per sempre la vita: una rivelazione che lo spinge a tornare negli Stati Uniti a caccia di una misteriosa cantante di jazz che potrebbe essere sua figlia, sfuggendo alla sorveglianza dei poliziotti inglesi che ancora sperano di cavargli di bocca la verità sul quel vecchio traffico di quadri falsi.

Discrezione vuole che da qui in avanti si taccia sul resto della trama. Al potenziale lettore di questo singolare e fascinoso romanzo basti per il momento sapere che John Harvey, veterano del poliziesco e di tante altre declinazioni della narrativa di genere – dal western alla fantascienza – raggiunge qui uno dei risultati più alti di una già solidissima carriera, abbandonando per lo spazio di un libro i personaggi seriali che gli hanno fruttato notorietà internazionale, dall’ispettore Charlie Resnick (protagonista di ben undici romanzi e svariati racconti) alla più recente creazione Frank Elder, fin qui apparso in tre romanzi (tutti già pubblicati in Italia).

In realtà Sloane non è del tutto nuovo agli affezionati lettori di Harvey, e la sua vecchia attività di falsario ha una piccola parte nel penultimo romanzo del ciclo di Resnick, Still Water: è un personaggio del quale lo stesso Harvey, con sottile effetto straniante, ha dichiarato «di voler sapere di più». E gli ingredienti di In a True Light sono quelli della classica ricetta del noir, che più giusti non si può: «strade pericolose e sogni infranti,» come ha fatto a suo tempo notare Publishers Weekly, «jazz e locali saturi di fumo, gente che beve solitaria in bar d’infimo ordine: un mondo in cui la violenza è insensata, brutale e inevitabile».

Ciò che Harvey sa offrire, da grande appassionato di jazz, è un romanzo che ha in apparenza la sonorità e il fascino dell’improvvisazione, ma che nasconde in realtà una struttura ben solida e una robusta, inconsueta visione morale: elementi che hanno spinto un suo cinico e disilluso collega come Elmore Leonard a paragonarne la capacità evocativa a quella – e non è paragone da poco – di un Graham Greene.