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BAZELL: RASSEGNA STAMPA (2)

In books, Josh Bazell on luglio 3, 2009 at 09:36

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Ottima recensione di Andrea Pelfini su Sugarpulp.

Ah, tra l’altro il romanzo di Bazell è, al momento, il titolo più venduto del catalogo Einaudi, nonché al sedicesimo posto assoluto nella classifica delle librerie Feltrinelli. Non male.

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BAZELL: RASSEGNA STAMPA

In books, Josh Bazell, traduzione on giugno 26, 2009 at 10:06

Recensione di Giuseppe Genna, tratta da Carmilla (e, a quanto ho capito, apparsa – o apparirà –  in versione ridotta anche su Vanity Fair).

Josh Bazell: VEDI DI NON MORIRE

di Giuseppe Genna

Immaginatevi il peggior ospedale di Manhattan, la vita di corsia vista dallo sguardo di un internista che non è il Dr. House: è un killer della mafia. Ma è molto più brillante del Dr. House. Se il medico zoppo del serial tv è brillante, l’internista mafioso Peter Brown allora è fluorescente. Un esempio? Questo: “L’Anadale Wing, il piccolo reparto di lusso dell’ospedale, si sforza di sembrare un hotel. La reception ha un pavimento di linoleum in simil legno e uno scemo in smoking che strimpella il pianoforte. Se fosse davvero un hotel, comunque, offrirebbe un’assistenza sanitaria migliore. Secondo voi basta essere pieni di soldi per ricevere un’assistenza sanitaria superiore alla media? Date un’occhiata a Michael Jackson”. Questo cinico esilarante imperdibile memorabile protagonista di Vedi di non morire (Einaudi Stile Libero, 18.50 euro), esordio narrativo di Josh Bazell, è il personaggio letterario americano più memorabile dai tempi di Tyler Durden, lo schizoide di Fight Club, bestseller di Chuck Palahniuk. E Vedi di non morire è il nuovo Fight Club.

bazell.jpgChi ha amato il romanzo di Palahniuk o il film che ne ha tratto Fincher deve assolutamente leggere il romanzo di Bazell. E’ urgentissimo, altrimenti rischiate troppa noia. Rimediate a questo disastro che è la vostra vita: Josh Bazell vi tirerà su il morale e l’umore. Anzitutto perché, scrivendoVedi di non morire, il morale se lo è tirato su da solo: l’ha scritto durante i turni di notte nell’ospedale in cui lavora. Uno si dice: “Toh, un medico ha scritto un libro!”. No: Bazell ha duecento lauree, tra cui quella in letteratura inglese, e si sente. Arriva davvero al livello del miglior Palahniuk, che ultimamente è sceso al livello del peggior Palahniuk. Ha scritto sul serio un mezzo capolavoro, che ritengo imperdibile, e che con Fight Club condivide la sorte.
Anzitutto perché si stanno contendendo i diritti di pubblicazione all’estero a colpi di offerte che sembrano transazioni di Gordon Gekko in Wall Street. E poi perché è probabile che, come la coppia Brad Pitt & Edward Norton ha portato su grande schermo il personaggio di Palahniuk, così pare imminente che a interpretare l’indimenticabile killer ospedaliero Peter Brown sarà Leonardo Di Caprio, innamoratosi del romanzo (fallo, Leo: ti supplico). Si sussurra su Web che Quentin Tarantino dirigerà questo incredibile e sganasciante thriller. Scelta opportuna, soprattutto per Tarantino: Vedi di non morire ha lo stile e la trama più prossimi a Pulp Fiction che mi sia capitato di incontrare in anni di faticosa ricerca.
Peter Brown secondo l’anagrafe si chiamerebbe Pietro Brwna e secondo la mafia del clan Locano si chiamerebbe Orso. Figlio di padre italiano (non siculo!) e di madre ebrea polacca americana hippie, è stato allevato dai nonni, che lui ha trovato in tenera età massacrati nel salotto di casa. La sua famiglia è diventata quindi un’altra: quella, appunto, dei Locano, che sono più cruenti ma anche più surreali dei Soprano. Noi inconsapevoli lettori troviamo questo accrocchio semiumano, ipercinico e violentissimo ma anche caritatevole (a modo suo), in qualità di internista connesso a un programma di recupero dal carcere. Peter Brown è La Cosa dei Fantastici Quattro abitata dallo spirito di David Letterman. E’ disincantato e competentissimo nelle diagnosi e nelle terapie allucinanti che effettua, svelando il dietro le quinte che mai e poi mai vorreste conoscere (e invece lo volete conoscere tantissimo, non solo io che sono un noto ipocondriaco): ciò che accade davvero nel luogo in cui ci curano, cioè l’ospedale.
Siamo a livello di E.R. girato col Marlon Brando del Padrino.
E’ Gray’s Anatomy dove tutti hanno preso più LSD di quanto già non facciano sul set.
Peter Brown ha un tormentone: è la Grande Mietitrice, cioè la morte. E’ evocata ovunque, ed è prevedibile se un omicida mafioso sta in corsia. Non è prevedibile invece che, tra i pazienti, gli capiti un membro della famiglia Locano, con il cancro in fase terminale. Il tumorato riconosce l’Orso e gli crea un problema paradossale: se muore, i trascorsi di Peter Brown riemergeranno e sarà per lui una fine lenta e dolorosa. Taccio dei trascorsi di Peter Brown con la famiglia mafiosa, per evitare di rovinare la suprema suspence del romanzo di Bazell.
Per quanto avvincente e, come dicevo, di pressante suspence (laddove l’aggettivo viene usato letteralmente, rimandando a certe presse utilizzate dai mafiosi per convincere, con indebito rolfing, a cantare), ciò che lascia esterrefatti della scrittura di Bazell sono le folgorazioni umoristiche – una girandola di raudi che farebbe la fortuna di qualunque sceneggiatura, una non tanto distensiva e continua meditazione pop fatta con le armi (usato letteralmente: come sopra) del pop stesso:

“Per i bianchi con le pezze al culo, Un tranquillo weekend di paura è l’equivalente del Padrino per i mafiosi”.”La ‘Trendelenburg rovesciata’ è la posizione in cui i piedi di un paziente si trovano a un livello più basso della testa. La ‘Trendelenburg (e basta)’ significa invece il contrario: piedi più in alto, testa più in basso. Nessun chirurgo sulla faccia della terra si farebbe mai beccare a chiedere un semplice Sollevagli la testa oppureAbbassagliela. Vi siete mai chiesti perché ci hanno messo quattro ore a togliervi l’appendice?”

“La cornetta viene messa giù. Oggigiorno capita solo coi telefoni pubblici”.

“Nessuno viene morsicato da uno scoiattolo volante”.

“La gente pensa che l’oceano sia il simbolo della vita e della libertà. Ma se la natura ha barriere invalicabili queste sono le spiagge, che tutti venerano al pari dello spazio profondo o della morte o di ogni altra cosa in grado di respingerti senza pietà”.

“Ritrovarsi sudati fradici anche all’interno di una cella frigorifera vuol dire, forse, essersi spinti un po’ troppo in là”.

In pratica, Arthur Schopenhauer che si reincarna in David Sedaris dopo avere visto dall’aldilà tutte le puntate del Dottor Kildare.

Da anni cercavo un autore che mi facesse catapultare dalle risate e pensare a questo modo, ridandomi quello che Palahniuk e Tarantino non mi hanno più dato. Beh: l’ho trovato. Se non leggete Vedi di non morire, attenti a quando sarete ricoverati in qualche ospedale: potrei essere il vostro infermiere e non avrò pietà.

OGGI LE COMICHE

In books, Josh Bazell on giugno 19, 2009 at 09:21

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Mi piace vincere facile, dite? Be’, in effetti non ci voleva poi molto, a prevedere che nell’intervista a Josh Bazell che appare oggi sul Venerdì di Repubblica si sarebbero ben guardati dall’indicare il traduttore. E così è stato.

Insomma, da quanto sono prevedibili non c’è neanche più gusto a raccontare le loro gesta (anche se chiamarlo “Bazall”, nell’occhiello, e ben visibile, è un tocco di classe mica male).

Ma non disperate: ci sono sempre gli effetti speciali. E che effetti!

Nell’articolo, la giornalista riesce ben due volte (una sola non bastava; metti che a qualcuno fosse sfuggito) a svelare il colpo di scena con cui si chiude il libro. Vi rendete conto? Come se nulla fosse, il Venerdì racconta a tutti quanti come va a finire il romanzo. E adesso? Cosa lo leggete a fare?

Credevo di averle viste tutte, ma non era così. Mi sbagliavo della grossa.

Quindi, se vi incuriosisce Vedi di non morire e avete una mezza idea di comprarlo, NON LEGGETE IL VENERDI‘ di questa settimana.

TANTO PER CAMBIARE

In books, Josh Bazell, traduzione on giugno 18, 2009 at 10:30

Sulla Repubblica di oggi, firmata non dal primo redattore di passaggio ma da uno scrittore di buona notorietà come Sandro Veronesi (non l’ultimo degli sconosciuti, insomma), ben una pagina è dedicata alla recensione di Vedi di non morire di Josh Bazell, tradotto dal sottoscritto. Be’, in una pagina intera – non una breve, un box o quel che volete voi – neanche una riga viene spesa per citare il nome del traduttore, malgrado Veronesi non si periti di attingere largamente alla traduzione italiana.

Per aggiungere il danno alla beffa, e lo scrivo oggi con una vaghissima probabilità di essere smentito ma sapendo già come andrà a finire, sul Venerdì di Repubblica in edicola domani è annunciata un’intervista all’autore stesso, nella quale prevedo di non trovare scritto il mio nome neanche usando un cannocchiale, come nella migliore tradizione degli articoli di quel supplemento (so io, e lo sa qualche altro collega, la fatica che c’è voluta col Venerdì per far citare i traduttori almeno nella pagina dei libri).

Quel che mi dà più fastidio in tutte queste vicende, a parte la mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora e lo stupore per vedersi ignorato non tanto da un giornalista, cosa alla quale ho fatto il callo, ma da uno scrittore tradotto anche all’estero, è l’enorme quantità di tempo che alla fine dei salmi viene sottratta al mio lavoro. Per dire: adesso sono le undici passate e non ho ancora tradotto una riga, oltre a essere incazzato come una iena, pardon my French.

E tutto questo all’unico, ormai deprimente scopo di far capire agli italiani che i libri non si traducono da soli (quest’ultima frase l’ho detta e scritta così tante volte che la vorrò come epitaffio sulla tomba). Il bello è che, a lungo andare, i lettori hanno iniziato ad accorgersene. I giornalisti no.

Quindi, per farvi capire alla perfezione come mi sento oggi, lascio la parola al dottor Josh Bazell e al suo improbabile servizio di consulenza medica:-)

BEAT THE REAPER – IL SITO

In books, Josh Bazell on giugno 17, 2009 at 10:03

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Il sito dell’edizione americana di Vedi di non morire.

VEDI DI NON MORIRE

In books, Josh Bazell on giugno 16, 2009 at 08:05

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In libreria da oggi.

Se volete un assaggio del primo capitolo, lo trovate qui.

IN ARRIVO

In books, Josh Bazell on maggio 29, 2009 at 18:23
Vedi di non morire

Josh Bazell

In uscita a metà giugno

Stile libero Big

Traduzione di Luca Conti

pp. 322, € 18,50

ISBN 978880619558

Un clic sulla copertina porta alla scheda del libro sul sito Einaudi

ANCORA UN MESE…

In books, Josh Bazell on maggio 16, 2009 at 11:35

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IL NUOVO LANSDALE

In books, Joe R. Lansdale, Josh Bazell on aprile 23, 2009 at 13:58

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Eccolo qui, appena uscito in libreria.

312 pagine, 17 euro.

Traduzione di Luca Conti.

Be’, tornare a tradurre Champion Joe dopo tre anni mi ha fatto molto piacere, anche perché il libro è particolarmente scoppiettante e, per fortuna, politicamente molto scorretto. Col prossimo romanzo, qualunque esso sia, dovrò inventarmi nuove forme di turpiloquio perché, tra questo e Beat the Reaper di Josh Bazell, credo di averle consumate quasi tutte…

TRADUZIONI IN USCITA

In books, Chester Himes, Elmore Leonard, James Lee Burke, James Sallis, Joe R. Lansdale, Josh Bazell, Robert Rotenberg on marzo 28, 2009 at 07:54

Ecco alcune delle mie nuove traduzioni (o nuove edizioni, nel caso di Chester Himes) che usciranno nei prossimi mesi:

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