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Archive for the ‘jazz & noir’ Category

ELMORE E GLI ANNI '40

In books, Elmore Leonard, jazz & noir, my books, traduzione on ottobre 6, 2009 at 17:09

Questa è la copertina originale del romanzo di Elmore Leonard che ho tradotto da non molto e che uscirà in Italia a novembre, non so ancora con quale titolo. E’ il seguito di Hot Kid, ambientato però diversi anni dopo, ovvero negli anni Quaranta, in piena guerra, ed è una sorta di commedia nera dal tratto ferocemente grottesco e dalla chiara impostazione teatrale. Anzi, in certi tratti si getta nella farsa bella e buona, con porte che si aprono e si chiudono, mariti in soggiorno e amanti nascosti in camera da letto, truffatori che fanno ubriacare Bertolt Brecht per rubargli il manoscritto del Cerchio di gesso del Caucaso, killer ucraini travestiti da donna, ufficiali nazisti appassionati di rodeo, false contesse polacche, insomma tutto il campionario della pochade.

C’è anche un bel po’ di musica, e a un certo punto appare anche Count Basie col suo berrettino da skipper. D’altra parte Leonard è un grande appassionato di jazz e rock, e proprio per questo riporto di seguito un estratto da una vecchia intervista rilasciata da Elmore ai tempi di Be Cool.

LEONARD: Quando scrivevo Be Cool mi ero messo a guardare un bel po’ di MTV e VH1. Mi incuriosivano soprattutto Alanis Morissette, Gwen Stefani dei No Doubt e Shirley Manson dei Garbage, così mi sono procurato riviste come Interview, Vibe e Rolling Stone e ho letto un sacco di articoli su di loro. Mi è sempre interessata la musica pop, fin dagli anni Trenta, quandero bambino e la mia passione era Mildred Bailey.

Quindi è sempre stato un appassionato di musica?

LEONARD: Ai tempi del liceo, negli anni Quaranta, me ne andavo al Paradise Theater di Detroit a sentire Count Basie, Earl “Fatha” Hines, Jimmy Lunceford e lorchestra di Andy Kirk con Mary Lou Williams al pianoforte.

Ho combattuto in Marina nella seconda guerra mondiale. Nel gennaio del 1946, di rientro dal Pacifico, siamo sbarcati a Treasure Island, nella baia di San Francisco, e io sono filato dritto a Oakland, dove quella sera si esibiva lorchestra di Stan Kenton. Ricordo ancora di essermi piazzato sotto il palco a guardare June Christy che cantava Buzz Me Baby. Un’altra delle mie cantanti preferite era Anita ODay, soprattutto in Let Me Off Uptown con Roy Eldridge. Ma in assoluto la mia passione è Count Basie.

Come vede la musica pop di oggi, rispetto a quella della sua giovinezza?

LEONARD: Me ne piace parecchia, ma non mi ispira allo stesso livello del jazz. Ricordo ancora che vedere Dizzy Gillespie dal vivo mi faceva venire la voglia di tornare a casa e mettermi a scrivere. Molti lettori hanno fatto notare linfluenza del jazz nel mio stile. Quando scrivo non ascolto musica, ma credo che in sottofondo potrei mettere il Modern Jazz Quartet o Ahmad Jamal. Di sicuro il Take Five di Dave Brubeck.

Le è rimasto difficile apprezzare il rock?

LEONARD: No, perché non ho mai avuto bisogno dellispirazione per apprezzarne lenergia,  la potenza che ti viene dritta addosso. Però il mio feeling è assai più legato al jazz: un sound ben strutturato sul quale produrre variazioni improvvisate, capace di mettere in luce la personalità dellartista.

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JAZZ & NOIR (remix)

In jazz & noir on luglio 16, 2008 at 15:31

Questa è, in anteprima assoluta, la copertina del prossimo numero di Musica Jazz, in uscita a fine luglio. Un numero speciale dedicato in larga parte agli incroci tra jazz e film noir (con un bel saggio di François Guérif, più articoli e interviste realizzati dal titolare di questo sito), che comprende anche un Cd stracolmo di brani tratti da celebri e meno celebri colonne sonore di film e telefilm polizieschi, alcune delle quali non sono reperibili altrove e che ho scovato in fondo alla mia collezione di stranezze.

Il saggio di Guérif – uno dei più noti critici europei di cinema e noir – serve anche da anticipazione del monumentale Dizionario delle letterature poliziesche, la cui edizione francese è stata curata da Claude Mesplède e quella italiana dal sottoscritto e dal suo partner in crime Giovanni Zucca, e che uscirà per Mondadori (nella collana DOC) il prossimo novembre.

Aggiungo, per chi lo volesse scaricare, l’MP3 di uno splendido brano che, per motivi di spazio, non è purtroppo entrato nella selezione finale del Cd: il tema principale di The Big Combo, un grande film noir del 1955 diretto da Joseph H. Lewis e interpretato da Cornel Wilde e Richard Conte. Il brano è stato scritto da David Raksin, uno dei più importanti autori di musica da film di tutti i tempi.

The Big Combo [Il download non è momentaneamente disponibile]

LC

JAZZ & NOIR (remix)

In jazz & noir on luglio 16, 2008 at 15:31

Questa è, in anteprima assoluta, la copertina del prossimo numero di Musica Jazz, in uscita a fine luglio. Un numero speciale dedicato in larga parte agli incroci tra jazz e film noir (con un bel saggio di François Guérif, più articoli e interviste realizzati dal titolare di questo sito), che comprende anche un Cd stracolmo di brani tratti da celebri e meno celebri colonne sonore di film e telefilm polizieschi, alcune delle quali non sono reperibili altrove e che ho scovato in fondo alla mia collezione di stranezze.

Il saggio di Guérif – uno dei più noti critici europei di cinema e noir – serve anche da anticipazione del monumentale Dizionario delle letterature poliziesche, la cui edizione francese è stata curata da Claude Mesplède e quella italiana dal sottoscritto e dal suo partner in crime Giovanni Zucca, e che uscirà per Mondadori (nella collana DOC) il prossimo novembre.

Aggiungo, per chi lo volesse scaricare, l’MP3 di uno splendido brano che, per motivi di spazio, non è purtroppo entrato nella selezione finale del Cd: il tema principale di The Big Combo, un grande film noir del 1955 diretto da Joseph H. Lewis e interpretato da Cornel Wilde e Richard Conte. Il brano è stato scritto da David Raksin, uno dei più importanti autori di musica da film di tutti i tempi.

The Big Combo [Il download non è momentaneamente disponibile]

LC